Forse l’Italia non ne è a conoscenza, ma uno dei monumenti Umbri più belli e imponenti, il Ponte delle Torri di Spoleto, è spesso il mezzo utilizzato da persone disperate per porre fine alla propria vita. Si tratta di un ponte di origine romana lungo 236 metri e alto circa 90, che fa da raccordo tra due colli.

Ponte Delle Torri


Ebbene domani, sabato 13 ottobre, in un albergo della città, verrà presentato un volume a dir poco discutibile: una guida che tra consigli gastronomici e cenni storici, illustra dettagliatamente Quando buttarsi dal Ponte, Come buttarsi, i Danni da salto e anche il Suicidio responsabile. Precisamente l’autore, un giovane ventottenne di Assisi, al paragrafo Quando andare scrive: I periodi nei quali si possono incontrare altri aspiranti al suicidio sono marzo, giugno e l’ovvio “ponte dei Morti”. Per il lancio, prosegue i momenti migliori sono l’alba, il tramonto e orari pasti 12-14 e 19-21. Ma non è tutto. Dopo aver tentato di ricostruire la lunga scia di suicidi dal Ponte, lo scrittore riporta una serie di dettagli minuziosi sul volo e sulle sue conseguenze (che preferisco non riportare). Inoltre si possono leggere suggerimenti come: E’ prassi data dai vostri predecessori lasciare i propri effetti personali, in perfetto ordine sulle sedute dell’occhio (una finestra).
La notizia della pubblicazione di questo volume, dal titolo “Lonely, guida al Ponte delle Torri”, sta facendo rapidamente il giro della Città provocando comprensibili reazioni di sdegno, dato che tocca un tasto estremamente doloroso sia per la comunità che per l’amministrazione locale da tempo impegnata nel cercare di far conciliare turismo del Ponte e sicurezza dei suoi cittadini.
La risposta della giunta comunale, infatti, non si è fatta attendere e in una nota si può leggere: Leggi il seguito di questo post »

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La rivalità Samsung-Apple non accenna a diminuire: neanche il tempo di presentare il nuovo iPhone 5 che Samsung, reduce da una bruciante sconfitta in tribunale e da altre battaglie ancora da combattere contro l’azienda di Cupertino, reagisce sfottendo la “mela morsicata” e i suoi fan con uno spot. Per la verità era già successo nel 2011 in occasione del lancio di iPhone 4S.
Questa è la scena: davanti a quelli che sembrano a tutti gli effetti degli Apple Store prima dell’apertura (non vengono mai apertamente nominati o inquadrati), si accalcano tanti futuri compratori, dietro le transenne. Mentre i fanboy Apple sono intenti a discutere delle caratteristiche del nuovo gioiello tecnologico, appaiono delle persone che utilizzano un Samsung S3: c’è chi si scambia un’intera playlist semplicemente avvicinando due dispositivi e chi si scambia foto con un solo tocco. Il tutto sotto gli occhi attoniti e stupiti dei futuri compratori in fila da diverso tempo, che iniziano a confrontare i due dispositivi ipotizzando la superiorità dell’S3 uscito diversi mesi prima. Lo spot si conclude con una voce fuori campo che dice “The next big thing is already here” (La prossima grande cosa è già qui).
Samsung prosegue insomma nella direzione intrapresa da tempo, quella cioè di denigrare l’avversario e anche i sui fan, provocando non poche polemiche.
Ecco il video dello spot:
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Raymond Carver


Raymond Carver, poco conosciuto in Italia, probabilmente perché autore di racconti e poesie e non di saghe da migliaia di pagine, è considerato un punto di riferimento indiscutibile della letteratura americana del Novecento.

Nato nel 1938 in una piccola cittadina dell’Oregon e morto in una altrettanto piccola comunità dello stato di Washington solo cinquant’anni dopo, Carver fu il primo a raccontare l’America meno conosciuta e pervasa di disperazione. L’America lontana dalle grandi metropoli e vicina alla grande massa di colletti blu e di forza lavoro “temporanea” che ne costituisce l’anima vera.

Lui stesso, prima del successo, era stato membro attivo di questa società: un matrimonio fallito, due figli sfortunati arrivati troppo presto, una lunga battaglia con l’alcol, un’infinità di bancarotte, traslochi, lavori Leggi il seguito di questo post »

Articolo originale su Newsweek a questo indirizzo.

eben-alexander


l dottor Eben Alexander ha avuto una visione del mondo puramente scientifica finché – come lui racconta – un bel giorno è finito in paradiso. Cristiano non praticante, neurochirurgo ad Harvard e figlio di neurochirurgo, Alexander ha raccontato su un lungo articolo di copertina di “Newsweek” la sua esperienza: dopo aver contratto una rara forma di meningite batterica, è finito in coma per 7 giorni. Quel particolare tipo di coma “ha spento la parte umana del mio cervello, la neocorteccia. I batteri dell’E.coli erano entrati nel mio fluido cerebrospinale e stavano mangiando il mio cervello.

L’esperienza che ho vissuto è stata così profonda che mi ha dato una ragione scientifica per credere che esista una coscienza dopo la morte. In quei giorni ho visitato un regno fatto di nuvole, entità superiori, mentre un vento divino mi diceva che ero amato e adorato, per sempre. Un lunghissimo viaggio, incalcolabilmente positivo”.
Fino a quel momento, Alexander ha ammesso di invidiare “quelli che credevano ci fosse un dio da qualche parte che ci amava in modo incondizionato”. E dava sempre qualche spiegazione scientifica (mancanza di ossigeno al cervello, deliri farmacologici, allucinazioni auto-indotte) ai racconti dall’aldilà che molti pazienti portavano con sé dopo esperienze di traumi cerebrali.
Secondo lui, però, il suo caso è unico al mondo. “Per quanto ne sappia, nessuno ha mai visitato questa dimensione parallela (a) mentre la sua corteccia era completamente ‘disattivata’, e (b) mentre il suo corpo era sottoposto ad attenta osservazione clinica, come il mio lo è stato durante i sette giorni di coma. Di solito, per spiegare i racconti di esperienze ai confini della morte (o ‘esperienze pre-morte’), si dice che questi momenti sono i risultati di minimi, temporanei o parziali malfunzionamenti della corteccia.

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La mia esperienza, invece, è avvenuta non durante un malfunzionamento, ma quando la mia corteccia era totalmente disattivata. Come dimostrano la durata e la gravità della mia meningite, e il totale coinvolgimento della corteccia documentato da Tac ed esami neurologico. Secondo la teoria scientifica attuale, in nessun caso avrei potuto essere anche minimamente cosciente nello stato in cui ero, figuriamoci se avessi potuto compiere un’odissea incredibilmente vivida e coerente come quella che ho vissuto”.
Oggi, quando incontra i suoi colleghi medici, riceve molti sguardi di “educata incredulità”, e si trova più a suo agio in chiesa, dove “vede tutto con occhi nuovi, sentendo di nuovo l’amore universale del suo viaggio attraverso le finestre di vetro colorato, le note basse dell’organo, i dipinti di Gesù”. E chiama a raccolta gli altri scienziati per “dipingere una nuova immagine della realtà, che è un universo in evoluzione e multidimensionale, con al centro un Dio onnisciente”. Leggi il seguito di questo post »

La figura del maniaco, rappresentato nell’immaginario collettivo come un losco figuro che si aggira per i parchi vestito solo di un impermeabile, ha subito una profonda e radicale metamorfosi con l’evolversi della tecnologia e con l’avvento dei social network.
Oggi il losco figuro si aggira tra Facebook e Twitter, eccezionali agglomerati di relazioni sociali e per questo pullulanti di facili prede, in cerca di ignare vittime. Ma, come spesso accade, in ogni contesto sociale alla fine arriva sempre il buono di turno che difende le vittime dai soprusi e mette in fuga i malintenzionati.
In questo caso il paladino si è materializzato nel gruppo di Facebook “io odio i maniaci di merda”. La pagina, che conta già 25.000 iscritti, al pari di un instancabile detective mette alle strette i cyber maniaci postando Leggi il seguito di questo post »


Retina Display, SSD, 3D, Eightcore, Clouding. Potrebbe essere l’inizio di una canzone di Elio, invece è solo una piccola parte dei termini con i quali ogni giorno ci annunciano l’arrivo di nuovi, potenti e sempre più sofisticati gadget tecnologici. Alzi la mano chi non prova un fremito di bramosia all’interno di un Apple Store o davanti a un’esposizione di TV LED Full HD targati Samsung. Io per primo. Naturalmente.

E io per primo, dimentico, con altrettanto quotidianità, l’enorme potenziale hardware e software di cui dispongo gratuitamente fin dalla nascita. Un arsenale miracoloso dal punto di vista della potenza di calcolo, della memoria, della visualizzazione. Uno strumento tanto avanzato da essere in grado di apprendere autonomamente e addirittura di riprogrammarsi.

Lo avete capito. Parlo della a mente. Della nostra mente. Proprio di quella. Non del “banale” cervello, che riusciamo in qualche modo a comprendere e a misurare sia pure parzialmente. No. Chiamatela coscienza, anima, consapevolezza di esistere, io. Immaginatela come un insieme di pensieri, percezioni sensoriali ed esperienze. Leggi il seguito di questo post »

Garanzia biennale, parte la class action, pratica poco usata in italia, a firma di Federconsumatori e il Centro Tutela Consumatori e Utenti (Ctcu) di Bolzano. L’obiettivo è di «ottenere per i consumatori il risarcimento di tutti i danni conseguenti ai comportamenti passati e presenti delle aziende del Gruppo Apple».
Lo scorso 21 dicembre l’Antitrust ha giudicato colpevole Apple ed ha comminato
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