Archivio per la categoria ‘Twitter’

Facebook non pagherebbe le tasse per le proprie attività nel regno unito. A lanciare l’accusa è il quotidiano inglese “Independent” che con un titolo alquanto eloquente, “Antisocialnetwork”, denuncia la condotta fiscale del social network più famoso del mondo.

Secondo una società di analisi finanziaria, infatti, il social network ideato da Mark Zuckerberg avrebbe pagato tasse pari a poco più di 200.000 sterline a fronte di introiti generati di 175.
Perchè dunque non si procede nei confronti di Facebook per evasione fiscale? Semplice, il colosso di Zuckerberg ha la sede legale in Irlanda e tale pratica, sicuramente scandalosa in un tale periodo di crisi, è del tutto legale.
I laburisti inglesi sono sul piede di guerra tanto da aver apostrofato (altro…)

La rivalità Samsung-Apple non accenna a diminuire: neanche il tempo di presentare il nuovo iPhone 5 che Samsung, reduce da una bruciante sconfitta in tribunale e da altre battaglie ancora da combattere contro l’azienda di Cupertino, reagisce sfottendo la “mela morsicata” e i suoi fan con uno spot. Per la verità era già successo nel 2011 in occasione del lancio di iPhone 4S.
Questa è la scena: davanti a quelli che sembrano a tutti gli effetti degli Apple Store prima dell’apertura (non vengono mai apertamente nominati o inquadrati), si accalcano tanti futuri compratori, dietro le transenne. Mentre i fanboy Apple sono intenti a discutere delle caratteristiche del nuovo gioiello tecnologico, appaiono delle persone che utilizzano un Samsung S3: c’è chi si scambia un’intera playlist semplicemente avvicinando due dispositivi e chi si scambia foto con un solo tocco. Il tutto sotto gli occhi attoniti e stupiti dei futuri compratori in fila da diverso tempo, che iniziano a confrontare i due dispositivi ipotizzando la superiorità dell’S3 uscito diversi mesi prima. Lo spot si conclude con una voce fuori campo che dice “The next big thing is already here” (La prossima grande cosa è già qui).
Samsung prosegue insomma nella direzione intrapresa da tempo, quella cioè di denigrare l’avversario e anche i sui fan, provocando non poche polemiche.
Ecco il video dello spot:
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Raymond Carver


Raymond Carver, poco conosciuto in Italia, probabilmente perché autore di racconti e poesie e non di saghe da migliaia di pagine, è considerato un punto di riferimento indiscutibile della letteratura americana del Novecento.

Nato nel 1938 in una piccola cittadina dell’Oregon e morto in una altrettanto piccola comunità dello stato di Washington solo cinquant’anni dopo, Carver fu il primo a raccontare l’America meno conosciuta e pervasa di disperazione. L’America lontana dalle grandi metropoli e vicina alla grande massa di colletti blu e di forza lavoro “temporanea” che ne costituisce l’anima vera.

Lui stesso, prima del successo, era stato membro attivo di questa società: un matrimonio fallito, due figli sfortunati arrivati troppo presto, una lunga battaglia con l’alcol, un’infinità di bancarotte, traslochi, lavori (altro…)