Archivio per la categoria ‘Social Network’


Recentemente i mezzi di informazione hanno riportato l’ultima impresa del gruppo hacktivist Anonymous, un team di hackers che ha reso pubblico nome e cognome di uno stalker colpevole di aver indotto al suicidio una quindicenne canadese. Non è la prima volta che Anonymous dichiara guerra ai pedofili e ad altre categorie di surfers da lui ritenute immorali o dannose. Una delle prime operazioni del gruppo fu rivolta proprio contro i pervertiti online. Nel 2011 vennero oscurati 40 siti pedopornografici e pubblicati i nomi di 1500 persone coinvolte nel traffico di materiale simile. Il sito Lolita City venne abbattuto e 100 GB di immagini pedopornografiche vennero distrutte. Un successo che procurò ad Anonymous appoggio e simpatie da ogni parte della rete.
Meno conosciuto ai più è il “luogo” dove questa guerriglia si svolge. Il Deep Web (chiamato anche Deepnet, Invisible Web, Undernet etc…). Questa parte del World Wide Web, profonda e oscura, è rappresentata da tutti quei contenuti che non sono indicizzati dai motori di ricerca che usiamo quotidianamente. Il motivo per cui questi contenuti non possono essere rintracciati, attraverso i normali sistemi di ricerca, è dovuto al fatto che queste pagine si creano dinamicamente nel momento in cui qualcuno svolge una specifica ricerca su un database. Prima non esistono. Tu le cerchi e si animano. Sembra l’incipit di un racconto di fantascienza ma è tutto estremamente reale.

Le dimensioni di questo lato oscuro sono impressionanti. Sulla base di estrapolazioni elaborate dall’Università di Berkeley, (altro…)

Facebook non pagherebbe le tasse per le proprie attività nel regno unito. A lanciare l’accusa è il quotidiano inglese “Independent” che con un titolo alquanto eloquente, “Antisocialnetwork”, denuncia la condotta fiscale del social network più famoso del mondo.

Secondo una società di analisi finanziaria, infatti, il social network ideato da Mark Zuckerberg avrebbe pagato tasse pari a poco più di 200.000 sterline a fronte di introiti generati di 175.
Perchè dunque non si procede nei confronti di Facebook per evasione fiscale? Semplice, il colosso di Zuckerberg ha la sede legale in Irlanda e tale pratica, sicuramente scandalosa in un tale periodo di crisi, è del tutto legale.
I laburisti inglesi sono sul piede di guerra tanto da aver apostrofato (altro…)

Raymond Carver


Raymond Carver, poco conosciuto in Italia, probabilmente perché autore di racconti e poesie e non di saghe da migliaia di pagine, è considerato un punto di riferimento indiscutibile della letteratura americana del Novecento.

Nato nel 1938 in una piccola cittadina dell’Oregon e morto in una altrettanto piccola comunità dello stato di Washington solo cinquant’anni dopo, Carver fu il primo a raccontare l’America meno conosciuta e pervasa di disperazione. L’America lontana dalle grandi metropoli e vicina alla grande massa di colletti blu e di forza lavoro “temporanea” che ne costituisce l’anima vera.

Lui stesso, prima del successo, era stato membro attivo di questa società: un matrimonio fallito, due figli sfortunati arrivati troppo presto, una lunga battaglia con l’alcol, un’infinità di bancarotte, traslochi, lavori (altro…)

La figura del maniaco, rappresentato nell’immaginario collettivo come un losco figuro che si aggira per i parchi vestito solo di un impermeabile, ha subito una profonda e radicale metamorfosi con l’evolversi della tecnologia e con l’avvento dei social network.
Oggi il losco figuro si aggira tra Facebook e Twitter, eccezionali agglomerati di relazioni sociali e per questo pullulanti di facili prede, in cerca di ignare vittime. Ma, come spesso accade, in ogni contesto sociale alla fine arriva sempre il buono di turno che difende le vittime dai soprusi e mette in fuga i malintenzionati.
In questo caso il paladino si è materializzato nel gruppo di Facebook “io odio i maniaci di merda”. La pagina, che conta già 25.000 iscritti, al pari di un instancabile detective mette alle strette i cyber maniaci postando (altro…)


Retina Display, SSD, 3D, Eightcore, Clouding. Potrebbe essere l’inizio di una canzone di Elio, invece è solo una piccola parte dei termini con i quali ogni giorno ci annunciano l’arrivo di nuovi, potenti e sempre più sofisticati gadget tecnologici. Alzi la mano chi non prova un fremito di bramosia all’interno di un Apple Store o davanti a un’esposizione di TV LED Full HD targati Samsung. Io per primo. Naturalmente.

E io per primo, dimentico, con altrettanto quotidianità, l’enorme potenziale hardware e software di cui dispongo gratuitamente fin dalla nascita. Un arsenale miracoloso dal punto di vista della potenza di calcolo, della memoria, della visualizzazione. Uno strumento tanto avanzato da essere in grado di apprendere autonomamente e addirittura di riprogrammarsi.

Lo avete capito. Parlo della a mente. Della nostra mente. Proprio di quella. Non del “banale” cervello, che riusciamo in qualche modo a comprendere e a misurare sia pure parzialmente. No. Chiamatela coscienza, anima, consapevolezza di esistere, io. Immaginatela come un insieme di pensieri, percezioni sensoriali ed esperienze. (altro…)

Che i social network avessero invaso praticamente ogni aspetto della vita reale ce ne eravamo accorti; ma che potessero addirittura “abbracciarci”, questa è davvero una novità. Si perché pare che alcuni ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) abbiano inventato una giacca in grado di “reagire” a ogni “Mi piace” ricevuto a un proprio post su Facebook.

Il particolare indumento si chiama “Like-A-Hug” (letteralmente come un abbraccio) – notare anche il (altro…)