SPOLETO, UNA GUIDA SPIEGA COME SUICIDARSI DAL PONTE DELLE TORRI

Pubblicato: 12 ottobre 2012 in Curiosità, Società
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Forse l’Italia non ne è a conoscenza, ma uno dei monumenti Umbri più belli e imponenti, il Ponte delle Torri di Spoleto, è spesso il mezzo utilizzato da persone disperate per porre fine alla propria vita. Si tratta di un ponte di origine romana lungo 236 metri e alto circa 90, che fa da raccordo tra due colli.

Ponte Delle Torri


Ebbene domani, sabato 13 ottobre, in un albergo della città, verrà presentato un volume a dir poco discutibile: una guida che tra consigli gastronomici e cenni storici, illustra dettagliatamente Quando buttarsi dal Ponte, Come buttarsi, i Danni da salto e anche il Suicidio responsabile. Precisamente l’autore, un giovane ventottenne di Assisi, al paragrafo Quando andare scrive: I periodi nei quali si possono incontrare altri aspiranti al suicidio sono marzo, giugno e l’ovvio “ponte dei Morti”. Per il lancio, prosegue i momenti migliori sono l’alba, il tramonto e orari pasti 12-14 e 19-21. Ma non è tutto. Dopo aver tentato di ricostruire la lunga scia di suicidi dal Ponte, lo scrittore riporta una serie di dettagli minuziosi sul volo e sulle sue conseguenze (che preferisco non riportare). Inoltre si possono leggere suggerimenti come: E’ prassi data dai vostri predecessori lasciare i propri effetti personali, in perfetto ordine sulle sedute dell’occhio (una finestra).
La notizia della pubblicazione di questo volume, dal titolo “Lonely, guida al Ponte delle Torri”, sta facendo rapidamente il giro della Città provocando comprensibili reazioni di sdegno, dato che tocca un tasto estremamente doloroso sia per la comunità che per l’amministrazione locale da tempo impegnata nel cercare di far conciliare turismo del Ponte e sicurezza dei suoi cittadini.
La risposta della giunta comunale, infatti, non si è fatta attendere e in una nota si può leggere: La nostra non vuole essere assolutamente una presa di posizione di tipo censorio e non vogliamo limitare in alcun modo la libertà di espressione di nessuno ma crediamo che, anche quando esistano le migliori intenzioni nell’affrontare, con linguaggio ironico, grottesco e macabro, temi così complessi e delicati, ci sia sempre un limite da non valicare, soprattutto quando si vanno a toccare problemi che hanno a che fare con il dolore e con il disagio. Per questo ci sentiamo di non condividere assolutamente contenuti e forme del libro.

Anche la Curia di Spoleto-Norcia non ha tardato a far conoscere la propria opinione in merito, asserendo: in attesa di conoscere il testo ed, eventualmente, esprimere una valutazione, la Curia arcivescovile esprime viva disapprovazione per quanto veicola anche indirettamente una “cultura della morte” e non rispetta la memoria dei defunti e il dolore delle loro famiglie. Spoleto merita ben altro tipo di pubblicità».

Dal canto loro, autore e curatori, spiegano così il loro progetto: Lonely è un cane pastore, solitario ma dedito alla compagnia e al salvataggio, che ci guida in un percorso scomodo e sublime, al maestoso Ponte delle Torri meta di viaggiatori, artisti e aspiranti suicidi. Questa frase – prosegue – è l’incipit della fine, di un volumetto di esplorazioni estreme, a confine tra la letteratura da viaggio, la fiction e il dossier di cronaca nera, in realtà è un libro raro (perché non in vendita) e scomodo (perché controverso).L’autore va alla scoperta di altre dimensioni del racconto fino a sfociare a un tipo di scrittura funzionale, di soccorso e orientamento dell’esploratore. Così anziché far cadere il potenziale suicida, nella tanto annunciata rete di protezione, con questa guida si cerca di annoiarlo, presentandogli “bello e pronto” un iter già frequentato da altre anime passanti.

Il solito maldestro tentativo di farsi pubblicità? Oppure (e credetemi c’è chi lo sostiene) si tratta di un tentativo (sconsiderato) di scoraggiare i periodici gesti estremi?

Roberta Lanari

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commenti
  1. Martina ha detto:

    non è una guida…è una opera artistica (in edizione limitata) nè più nè meno del dito medio di Cattelan in piazza a milano, o della merda d’artista di Manzoni, o della fellatio posta da Sgarbi in piazza duomo sempre a Spoleto…non siate affrettati e superficiali.

  2. Cleopazza ha detto:

    Martina, con tutto il rispetto, l’arte può essere anche pericolosa e cattiva, al pari delle “opere d’arte” che hai elencato tu

  3. Luca ha detto:

    certo tra tutte le ottime guide gastronomiche che potevano fare su quei posti meravigliosi proprio sul suicidio dovevano farla? mah

  4. Erika ha detto:

    posti incantevoli. ci sono stata la primavera scorsa. se mi dovessi suicidare sceglierei un posto più triste

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