Il “breve e intenso” di Twitter che piacerebbe tanto a Raymond Carver

Pubblicato: 12 ottobre 2012 in Social Network, Tecnologia, Twitter
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Raymond Carver


Raymond Carver, poco conosciuto in Italia, probabilmente perché autore di racconti e poesie e non di saghe da migliaia di pagine, è considerato un punto di riferimento indiscutibile della letteratura americana del Novecento.

Nato nel 1938 in una piccola cittadina dell’Oregon e morto in una altrettanto piccola comunità dello stato di Washington solo cinquant’anni dopo, Carver fu il primo a raccontare l’America meno conosciuta e pervasa di disperazione. L’America lontana dalle grandi metropoli e vicina alla grande massa di colletti blu e di forza lavoro “temporanea” che ne costituisce l’anima vera.

Lui stesso, prima del successo, era stato membro attivo di questa società: un matrimonio fallito, due figli sfortunati arrivati troppo presto, una lunga battaglia con l’alcol, un’infinità di bancarotte, traslochi, lavori umili, frustrazioni. Per sopravvivere a tutto questo, il giovane Raymond si chiudeva in garage per cercare di mettere in fila storie interessanti. Mandava poesie e racconti a molte riviste, con speranza ed emozione. Un giorno due di queste gli pubblicarono, contemporaneamente, i primi testi.

Da lì, in poco più di dieci anni nasce e si conclude una carriera che si riassume nei titoli dei suoi libri più celebri: Vuoi star zitta per favore?, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Cattedrale, Voi non sapete che cos’è l’amore, Da dove sto chiamando, Il nuovo sentiero per la cascata, Racconti in forma di poesia. Libri che sono stati tradotti in tutto il mondo e che sono diventati dei cult per più di una generazione.

Da molti ritenuto precursore del minimalismo statunitense, anche se probabilmente egli fu più reale che minimo, diceva di se stesso di essere incline alla brevità e all’intensità. Per chi ha avuto modo di leggere le sue opere è facile comprendere quest’affermazione. Proprio per questo Carver avrebbe amato Twitter, o per meglio dire la sua parte migliore.

Nei suoi corsi di scrittura creativa l’autore americano condensava in poche linee guida la metodologia da seguire per diventare un buon scrittore. Tra i suoi consigli c’era quello di cercare sempre di trasferire notizie da un mondo all’altro in maniera sintetica e prestando molta attenzione ai dettagli.

I due paragrafi sotto sono tratti da opere di Anton Cechov, autore russo per cui Carver nutriva grande ammirazione. Sono esempi su cui amava soffermarsi con i suoi studenti.

-E all’improvviso tutto gli fu chiaro-.

-Io pensavo, e la pianura arsa dal sole, il cielo immenso, il bosco di querce che all’orizzonte era divenuto scuro e la nebbia lontana era come se mi dicessero: – Sì, a questo mondo non si capisce niente!-

Non ho contato i caratteri ma credo che due tweet basterebbero a contenere una prima frase che esprime la svolta di una storia in modo così semplice e diretto da essere geniale e una seconda che, in poche righe, è un vero capolavoro di logica e stile descrittivo.

Riposa in pace Raymond. Il popolo di twitter ti ricorderà sempre.

Mario Calcagno

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