Archivio per ottobre, 2012

Rimango sempre stupito quando una persona, con poche e semplici parole, riesce a dare una risposta a una domanda complessa come quella che riguarda le cause della crisi economica in atto. Ma lo stupore lascia spazio all’ammirazione quando l’autore di questa risposta è Zygmund Bauman, classe 1925, sociologo e filosofo polacco di origini ebree, famoso per la critica al negazionismo e per le sue ricerche sulla stratificazione sociale e sulla modernità. Sapendo che la sua Lectio Magistralis all’Accademia Pontificia Lateranense dello scorso 20 ottobre sarebbe stata trasmessa in diretta su Sky ho approfittato dell’opportunità di seguirla comodamente seduto in poltrona.
Sembra che Bauman, a detta dei suoi estimatori, possieda il dono di quella che Charles Wright Mills chiamava l’immaginazione sociologica, la capacità di fissare in una frase, in un’idea, la realtà di un’intera epoca. Il grande studioso polacco lo ha fatto con la sua metafora della “Società Liquida” (cosa è più imprendibile e sfuggente dell’acqua e dei suoi flussi?) per descrivere con geniale chiarezza la precarietà e l’instabilità dell’epoca in cui viviamo.
L’oratore va al dunque senza perdersi in premesse. “La ragione di questa crisi, che da almeno cinque anni coinvolge tutte le democrazie e le istituzioni e che non si capisce quando e come finirà, è il divorzio tra la politica e il potere”.

Bauman intende con questo che mentre un tempo gli stati-nazione avevano il potere di decidere e una sovranità territoriale, anche economica, ora questo meccanismo è stato completamente travolto dalla globalizzazione.
“La globalizzazione ha globalizzato il vero potere – prosegue – scavalcando la politica. I governi non hanno più (altro…)


Recentemente i mezzi di informazione hanno riportato l’ultima impresa del gruppo hacktivist Anonymous, un team di hackers che ha reso pubblico nome e cognome di uno stalker colpevole di aver indotto al suicidio una quindicenne canadese. Non è la prima volta che Anonymous dichiara guerra ai pedofili e ad altre categorie di surfers da lui ritenute immorali o dannose. Una delle prime operazioni del gruppo fu rivolta proprio contro i pervertiti online. Nel 2011 vennero oscurati 40 siti pedopornografici e pubblicati i nomi di 1500 persone coinvolte nel traffico di materiale simile. Il sito Lolita City venne abbattuto e 100 GB di immagini pedopornografiche vennero distrutte. Un successo che procurò ad Anonymous appoggio e simpatie da ogni parte della rete.
Meno conosciuto ai più è il “luogo” dove questa guerriglia si svolge. Il Deep Web (chiamato anche Deepnet, Invisible Web, Undernet etc…). Questa parte del World Wide Web, profonda e oscura, è rappresentata da tutti quei contenuti che non sono indicizzati dai motori di ricerca che usiamo quotidianamente. Il motivo per cui questi contenuti non possono essere rintracciati, attraverso i normali sistemi di ricerca, è dovuto al fatto che queste pagine si creano dinamicamente nel momento in cui qualcuno svolge una specifica ricerca su un database. Prima non esistono. Tu le cerchi e si animano. Sembra l’incipit di un racconto di fantascienza ma è tutto estremamente reale.

Le dimensioni di questo lato oscuro sono impressionanti. Sulla base di estrapolazioni elaborate dall’Università di Berkeley, (altro…)


Il 16 ottobre del 1943 fu il “sabato nero” del ghetto di Roma. Alle 5.15 del mattino le SS invasero le strade del Portico d’Ottavia e rastrellarono 1024 persone, tra cui oltre 200 bambini. Due giorni dopo, alle 14.05 del 18 ottobre, diciotto vagoni piombati partiranno dalla stazione Tiburtina. Dopo sei giorni arriveranno al campo di concentramento di Auschwitz in territorio polacco. Solo quindici uomini e una donna ritorneranno a casa dalla Polonia. Nessuno dei duecento bambini è mai tornato. Non è un bel ricordo ma è necessario non dimenticare. E infatti questo è quello che oggi giustamente si è fatto sui mezzi d’informazione online e offline e sui social network.

Ma ci sono abomini che nessuno vuole ricordare e che anzi tutti quanti i mezzi di comunicazione sembrano incoraggiarci a dimenticare. Sarà per il fatto che oggi la parola ricordo si è affacciata alla mia mente più spesso del solito, sarà per caso ma alla fine mi è tornata alla mente un’altra storia estremamente tragica e molto più recente.

La memoria è andata a un articolo di copertina della rivista «Time» del 5 giugno 2006 che era intitolato La guerra più micidiale del mondo. Ho ricordato che forniva una documentazione dettagliata sulla morte di circa quattro milioni di persone nella Repubblica democratica del Congo a causa delle violenze politiche verificatesi nell’ultimo decennio. E ho ricordato, come lo stesso Time (altro…)

Facebook non pagherebbe le tasse per le proprie attività nel regno unito. A lanciare l’accusa è il quotidiano inglese “Independent” che con un titolo alquanto eloquente, “Antisocialnetwork”, denuncia la condotta fiscale del social network più famoso del mondo.

Secondo una società di analisi finanziaria, infatti, il social network ideato da Mark Zuckerberg avrebbe pagato tasse pari a poco più di 200.000 sterline a fronte di introiti generati di 175.
Perchè dunque non si procede nei confronti di Facebook per evasione fiscale? Semplice, il colosso di Zuckerberg ha la sede legale in Irlanda e tale pratica, sicuramente scandalosa in un tale periodo di crisi, è del tutto legale.
I laburisti inglesi sono sul piede di guerra tanto da aver apostrofato (altro…)

La presa in giro a colpi di spot pubblicitari tra Apple e Samsung non è passata certo inosservata agli altri players del mercato Smartphone e ora, a prendersela con la casa di Cupertino, ci prova anche Nokia. La guerra è stata dichiarata ufficialmente in Germania dove la pubblicità comparativa è legale da vent’anni.

Nello spot -Nokia Lumia 920 -Time to #Switch la scelta dei creativi è caduta su uno stile cartoon molto stilizzato – oserei dire svedese

All’inizio si vede una fila di persone tutte dello stesso colore grigiastro in coda per comprare un nuovo smartphone Apple. L’inquadratura si sposta poi in cima alla coda dove un acquirente lo chiede «colorato». Non lo avesse mai fatto! Nello Store si attiva una sirena d’allarme come quelle antincendio e il cliente esce deluso perché gli unici colori dell’I phone 5 sono il bianco e il nero. Ad attenderlo fuori c’è un mondo di persone colorate e tutte diverse. Sono i soddisfatti possessori dei nuovi Nokia Lumia disponibili ovviamente in tutte le combinazioni di colori possibili.

Nulla di nuovo sul fronte occidentale.

Le prime grandi campagne (pubblicitarie) l’una contro l’altra armate si svolsero parecchi anni orsono negli Stati Uniti tra Coca Cola e Pepsi. Difficile quantificarne i risultati.

Le variabili in gioco sono molte e, se l’utilizzo intelligente e ironico della comparazione, favorisce solitamente uno spostamento della domanda verso i nuovi entranti in un mercato o in una di nicchia, in questo caso, Nokia e Samsung rispetto ad Apple, è altrettanto vero che la mela morsicata può contare su una fedeltà di brand che rasenta il fanatismo.

Non sarebbe la prima volta che i “fedeli” a una marca reagiscono ad attacchi di questo genere comprando più “cose” di quel marchio, come a volerlo difendere. La gente, si sa, è strana.

Staremo a vedere.

Mario Calcagno

Forse l’Italia non ne è a conoscenza, ma uno dei monumenti Umbri più belli e imponenti, il Ponte delle Torri di Spoleto, è spesso il mezzo utilizzato da persone disperate per porre fine alla propria vita. Si tratta di un ponte di origine romana lungo 236 metri e alto circa 90, che fa da raccordo tra due colli.

Ponte Delle Torri


Ebbene domani, sabato 13 ottobre, in un albergo della città, verrà presentato un volume a dir poco discutibile: una guida che tra consigli gastronomici e cenni storici, illustra dettagliatamente Quando buttarsi dal Ponte, Come buttarsi, i Danni da salto e anche il Suicidio responsabile. Precisamente l’autore, un giovane ventottenne di Assisi, al paragrafo Quando andare scrive: I periodi nei quali si possono incontrare altri aspiranti al suicidio sono marzo, giugno e l’ovvio “ponte dei Morti”. Per il lancio, prosegue i momenti migliori sono l’alba, il tramonto e orari pasti 12-14 e 19-21. Ma non è tutto. Dopo aver tentato di ricostruire la lunga scia di suicidi dal Ponte, lo scrittore riporta una serie di dettagli minuziosi sul volo e sulle sue conseguenze (che preferisco non riportare). Inoltre si possono leggere suggerimenti come: E’ prassi data dai vostri predecessori lasciare i propri effetti personali, in perfetto ordine sulle sedute dell’occhio (una finestra).
La notizia della pubblicazione di questo volume, dal titolo “Lonely, guida al Ponte delle Torri”, sta facendo rapidamente il giro della Città provocando comprensibili reazioni di sdegno, dato che tocca un tasto estremamente doloroso sia per la comunità che per l’amministrazione locale da tempo impegnata nel cercare di far conciliare turismo del Ponte e sicurezza dei suoi cittadini.
La risposta della giunta comunale, infatti, non si è fatta attendere e in una nota si può leggere: (altro…)